Reti locali
 

TIM (Telecom) e "normative" per le attivazioni (lungo)

LC 5 Apr 2016 23:22
Buonasera,
oggi ho dovuto questionare non poco (e non so come è andata a finire
dato che non ero in sede) con un installatore inviato da Telecom per
attivare 3 doppini in una delle sedi dell'azienda per cui lavoro.

Trattasi di un piazzale + capannone dove la terminazione stradale si
trova in prossimità dell'ingresso: pertanto mi ero attivato in modo che
fosse presente l'azienda che ha fatto tutti gli impianti e passato i
corrugati in modo da indicare quali fossero i passaggi e rendere agevole
il lavoro.
Aggiungo che questo intervento è il secondo dato che nel primo
intervento il tecnico non aveva trovato "coppie libere" presso l'arma*****
di rete e pertanto aveva richiesto l'invio di una "squadra" per passare
il cavo dalla derivazione lungo la via.

L'installatore con cui ho parlato si rifiutava di fare il lavoro perchè
nei vari pozzetti di ispezione ne era stato trovato uno dove erano
presenti (a quanto ho capito in corrugati DIVERSI da quello dove
dovrebbe passare il cavo dati) altri cavi relativi all'impianto
citofonico (quindi bassa tensione, niente 220/380 per capirsi). Secondo
lui le specifiche Telecom VIETANO di avere, lungo la tratta, eventuali
punti "in comune" con altri impianti anche in bassa tensione. Io sapevo
che non ci sono problemi di commistione tra impianti a patto che siano
tutti in bassa tensione mentre in caso di presenza di "220/380" i cavi
"dati" possono anche passare nella stessa "scatola" di derivazione (non
nello stesso corrugato) a patto che la tensione di isolamento del cavo
dati sia di 700V , oppure che i cavi di corrente siano in "doppio
isolamento", ovvero niente cordicella ******* (chiedo conferma su questo).

Ho allora detto "lasciami il cavo, lo faccio passare al mio elettricista
e tu lo attesti alle due estremità" ma ha continuato a rifiutarsi
dicendo che se poi c'è una ispezione Telecom (e lì mi sono messo a
ridere - Telecom entra a CASA MIA senza alcun mandato? boh, tutto ci
sta) lui ci andrebbe di mezzo perchè non ha certificato in maniera
corretta la tratta.

Ho obiettato che stante così la situazione, immagino non ci saranno più
attivazioni di linee nei palazzi italiani, visto che nessuno sa cosa c'è
nel mezzo tra il pannello di permutazione (di solito a pian terreno) e
la spina in casa (di solito il doppino è già tirato ma non sempre). Tra
l'altro ho le foto di una "permuta" fatta di recente in altra sede dove
il multicoppia è stato completamente "separato" e i vari doppini verso
gli utilizzatori giuntati al volo con nastro adesivo - il tutto non in
una scatola, ma "all'aperto" in un garage condominiale!

Lui mi ha confermato che in effetti in alcuni palazzi "storici" hanno
dovuto mettere le c*****ine esterne per questi vincoli (in una città
storica come Firenze è una bellezza vedere le c*****ine esterne).

Chiedo pertanto a chi magari ne sa più di me di impianti:
- Ma è vero che Telecom si è così "irrigidita" oppure ho beccato
l'ennesimo "spalla tonda" che non aveva voglia di passare un cavo lungo
un po' di tombini?
- Può Telecom, che è sempre la proprietaria dell'ultimo pezzo di cavo,
rifiutarsi di effettuare un allaccio alla rete telefonica (che dovrebbe
essere un servizio PUBBLICO e pertanto a disposizione di tutti)
imponendo norme PIU' RESTRITTIVE di quelle normalmente adottate nella
impiantistica elettrica/dati?
- Oppure ci sono state delle evoluzioni sulle norme impiantistiche che
non conosco e quindi hanno ragione in pieno ? (e non posso che chiedermi
come faranno con tutti gli impianti realizzati prima dell'aggiornamento
delle norme...)

Grazie a chi mi vorrà "illuminare".

--
Luca
http://www.civinini.net

"Unix is simple. It just takes a genius to understand its simplicity." -
Dennis Ritchie
writethem 6 Apr 2016 07:59
> L'installatore con cui ho parlato si rifiutava di fare il lavoro perchè
> nei vari pozzetti di ispezione ne era stato trovato uno dove erano
> presenti (a quanto ho capito in corrugati DIVERSI da quello dove
> dovrebbe passare il cavo dati) altri cavi relativi all'impianto
> citofonico (quindi bassa tensione, niente 220/380 per capirsi). Secondo
> lui le specifiche Telecom VIETANO di avere, lungo la tratta, eventuali
> punti "in comune" con altri impianti anche in bassa tensione.

Non mi risulta. Installa continuamente nei condotti di bassa tensione
con cavi coassiali delle telecamere, cavi citofonici et simila. Inoltre
due corrugati diversi sono, se la distizione è mantenuta da monte a
valle, a tutti gli effetti due percorsi diversi.


> Ho allora detto "lasciami il cavo, lo faccio passare al mio elettricista
> e tu lo attesti alle due estremità" ma ha continuato a rifiutarsi
> dicendo che se poi c'è una ispezione Telecom (e lì mi sono messo a
> ridere - Telecom entra a CASA MIA senza alcun mandato? boh, tutto ci
> sta) lui ci andrebbe di mezzo perchè non ha certificato in maniera
> corretta la tratta.

Quella dell'elettricista che passa il vipla è una prassi consolidata e
non ho mai assistito ad obiezioni, anzi. Però solitamente il materiale
lo metti tu. Se riesci a passare il doppino, è bene. Se riesci a passare
un cavo ethernet anche categoria 5e, è meglio (in futuro avrai altre 3
coppie utilizzabili).




> Lui mi ha confermato che in effetti in alcuni palazzi "storici" hanno
> dovuto mettere le c*****ine esterne per questi vincoli (in una città
> storica come Firenze è una bellezza vedere le c*****ine esterne).

questo è assolutamente impossibile. Se il palazzo è storico, la
sovrintendenza ai beni culturali ed architettonici col piffero che ti fa
mettere c*****ine esterne. Non so a Firenze, ma qui dove sto io sono
estremamente fiscali e presenti su ogni lavoro.



> Chiedo pertanto a chi magari ne sa più di me di impianti:
> - Ma è vero che Telecom si è così "irrigidita" oppure ho beccato
> l'ennesimo "spalla tonda" che non aveva voglia di passare un cavo lungo
> un po' di tombini?

Queste sono considerazioni personali, intendiamoci, ma basate su
situazioni che vedo quotidianamente:

Chi prende gli appalti per fare gli allacciamenti solitamente lo fa a
prezzi non sostenibili. Per raccimolare qualcosina in più, solitamente
si usa dare un paio di "K.O." sull'impianto adducendo motivazioni
comunque risolvibili con interventi più invasivi. Il committente è
solito ritentare l'invio della squadra normalmente qualche volta prima
di dare il definitivo KO al cliente. Ad ogni ritorno l'installatore
terzo prende un corrispettivo.

Una banana non fa un pasto, ma tre banane ti potrebbero saziare.

Nello specifico le cose possono cambiare da regione a regione, tienine
conto, ma vedo spesso casi di questo tipo. Fortunatamente non è la
norma. La prossima volta fagli trovare il vipla già infilato e digli di
collegarlo e basta. Se si oppongono digli che altrimenti dovrai
procedere per vie legali. In 60 secondi avrai il circuito commutato.

Io non mi schiero nè dalla parte dell'installatore, nè dalla parte del
committente. Certo è che i corrispettivi per le installazioni sono del
tutto insostenibili, questo è un dato di fatto. Così come lo è il fatto
che le gare si vincono mettendo un prezzo e nessuno obbliga a
parteciparvi o a perderci soldi.
LC 6 Apr 2016 20:13
On 06/04/2016 07:59, writethem wrote:
>
> Non mi risulta. Installa continuamente nei condotti di bassa tensione
> con cavi coassiali delle telecamere, cavi citofonici et simila. Inoltre
> due corrugati diversi sono, se la distizione è mantenuta da monte a
> valle, a tutti gli effetti due percorsi diversi.

Nel caso specifico veniva contestato che in un pozzetto di ispezione ci
fossero anche cavi di altra natura (sempre in BT).
>
>
>> Ho allora detto "lasciami il cavo, lo faccio passare al mio elettricista
>> e tu lo attesti alle due estremità" ma ha continuato a rifiutarsi
>> dicendo che se poi c'è una ispezione Telecom (e lì mi sono messo a
>> ridere - Telecom entra a CASA MIA senza alcun mandato? boh, tutto ci
>> sta) lui ci andrebbe di mezzo perchè non ha certificato in maniera
>> corretta la tratta.
>

Questa era la seconda visita: durante la prima una signorina (la prima
che incontro in tanti anni) aveva già visto i passaggi (c'era sempre il
nostro impiantista) e richiesto l'intervento di una squadra.
Mi ero già offerto di far passare io il cavo fornito da noi (e
ovviamente avrei fatto passare un CAT5 da esterno) ma mi ha detto che
dovevano per forza farlo loro.. Boh.

> questo è assolutamente impossibile. Se il palazzo è storico, la
> sovrintendenza ai beni culturali ed architettonici col piffero che ti fa
> mettere c*****ine esterne. Non so a Firenze, ma qui dove sto io sono
> estremamente fiscali e presenti su ogni lavoro.

Concordo abbastanza con te, magari lui intendeva c*****ine esterne ma
dentro un vano scale e non a vista fuori. In ogni caso fanno sempre
schifo in un palazzo storico...

> Una banana non fa un pasto, ma tre banane ti potrebbero saziare.

A dire il vero l'ho pensato ma non l'ho scritto per paura di offendere
qualche installatore. Ma ormai questo mi sembra l'andazzo: ad ogni
attivazione devono tornare almeno 3 volte (non discuto che a volte sia
colpa del cliente che non sa dare indicazioni precise - purtroppo non
posso presenziare a tutte le attivazioni delle mie sedi che sono un po'
sparse a giro).

>
> norma. La prossima volta fagli trovare il vipla già infilato e digli di
> collegarlo e basta. Se si oppongono digli che altrimenti dovrai
> procedere per vie legali. In 60 secondi avrai il circuito commutato.

Grazie dell'indicazione del nome "vipla" che non conoscevo. prima di
minacciare le vie legali devo però essere "abbastanza" certo di avere
ragione e per questo chiedevo se c'erano norme nuove che magari non
conosco (sebbene sia un elettronico, mi occupo dal livello ISO/OSI 3 in
su..). Comunque next week devo andare a seguire il terzo tentativo di
attivazione su altra sede dove mi dicono che l'elettricista ha già
tirato i cavi.

> Io non mi schiero nè dalla parte dell'installatore, nè dalla parte del
> committente. Certo è che i corrispettivi per le installazioni sono del
> tutto insostenibili, questo è un dato di fatto. Così come lo è il fatto
> che le gare si vincono mettendo un prezzo e nessuno obbliga a
> parteciparvi o a perderci soldi.

Questi sono gli effetti negativi della continua e spasmodica ricerca del
ribasso. Dovremmo iniziare a pagare le cose per quello che valgono anche
a costo di farne a meno e non per quello che ci piacerebbe. Ma questo
discorso ci porterebbe leggermente OT.

Grazie del tuo intervento.
--
Luca
http://www.civinini.net

"Unix is simple. It just takes a genius to understand its simplicity." -
Dennis Ritchie

Links
Giochi online
Dizionario sinonimi
Leggi e codici
Ricette
Testi
Webmatica
Hosting gratis
   
 

Reti locali | Tutti i gruppi | it.comp.reti.locali | Notizie e discussioni reti locali | Reti locali Mobile | Servizio di consultazione news.